BAMBU 2026
Teatro & Danza

BAMBU 2026

Quando
domenica 25 ottobre
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Dove
PimOff
PimOff, Via Selvanesco, Milano, MI, Italia
Prezzo
Prezzo non disponibile

Descrizione

BAMBU è un progetto che costruisce relazioni culturali tra Italia e Africa subsahariana a partire da un principio di collaborazione concreta, reciproca e non gerarchica. I tre assoli selezionati interrogano l’universo sociale e simbolico del femminile, mettendo in tensione tradizione e cosmopolitismo, memoria e trasformazione. A seguire, incontro con il pubblico moderato da Roberto Castello, ideatore del progetto. ——— BAMBU è un’idea di Roberto Castello , produzione esecutiva ALDES BAMBU è un progetto che costruisce relazioni culturali tra Italia e Africa subsahariana a partire da un principio di collaborazione concreta, reciproca e non gerarchica. Più che una vetrina, è uno spazio di incontro tra artisti, programmatori e contesti, nato per far emergere la vitalità della scena africana contemporanea e creare connessioni durature tra pratiche, visioni e istituzioni. Per questa seconda edizione, BAMBU presenta tre brevi assoli firmati da tre autrici dell’area equatoriale africana — Linda Sarki Johnson (Nigeria), Stéphanie Mwamba (Repubblica Democratica del Congo), Diana Odhiambo (Kenya) — che, da prospettive diverse, interrogano l’universo sociale e simbolico del femminile, mettendo in tensione tradizione e cosmopolitismo, memoria e trasformazione. Ogni serata è accompagnata da un incontro con il pubblico moderato da Roberto Castello. In MAHAKA , assolo coreografato e interpretato da Linda Sarki Johnson , il corpo si fa luogo di emancipazione e reinvenzione. Il titolo, che in lingua Irigwe significa “libertà”, annuncia un percorso di liberazione dai vincoli della tradizione per aprirsi a nuove possibilità di movimento, espressione e autoaffermazione. Radicato in una pratica improvvisativa profondamente connessa alle matrici africane del gesto e del ritmo, il lavoro trasforma interferenze, distrazioni e rotture del flusso in materiale creativo, fino a far emergere una danza che celebra l’individualità come atto di resistenza e scoperta di sé. Con KIZAZI , Stéphanie Mwamba costruisce una danza di memoria, trasmissione e metamorfosi, in cui la tradizione congolese dialoga con pratiche coreografiche contemporanee. Il corpo diventa qui archivio vivente, attraversato da tracce ancestrali, cicli vitali, emozioni sepolte e genealogie femminili. È un lavoro intimo e rituale, che guarda al grembo come luogo di memoria e matrice creativa, e alla danza come strumento di riconnessione con una forza originaria, organica, tellurica. In THIN LINE , Diana Odhiambo parte dalla propria esperienza di una delle pochissime danzatrici contemporanee attive a Kisumu, in Kenya, per dare corpo a un lavoro insieme personale e politico. Attraverso l’intreccio di movimento, testo, musica e voce, il solo porta alla luce le storie spesso taciute delle madri africane e le lotte che continuano a risuonare nei corpi delle loro figlie, cercando un equilibrio fragile ma necessario tra decolonizzazione e conservazione del patrimonio culturale, tra ferita individuale e memoria collettiva.

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Fonte: YesMilano · MilanoRadar non vende biglietti.