Il borgo antico di Baggio tra storia, tradizioni e leggende
Incontri & Cultura

Il borgo antico di Baggio tra storia, tradizioni e leggende

Quando
sabato 19 settembre
08:00 – 10:00
Dove
Baggio - Q.Re Degli Olmi - Q.Re Valsesia ·
Prezzo
15 €

Cultura & libri

Descrizione

Benvenuti a Baggio, uno dei borghi più antichi dell’ovest milanese, un luogo che ancora oggi conserva l’atmosfera del paese pur essendo parte integrante della città. Fino al 1923 Baggio era infatti un comune autonomo, circondato da cascine, rogge e campi agricoli. Passeggiando tra le sue vie si percepisce ancora questa identità particolare: una Milano più lenta, popolare e autentica, fatta di cortili, botteghe, tradizioni e memoria condivisa. Questo itinerario di circa due ore accompagna i visitatori alla scoperta del cuore storico del borgo: le formelle artistiche, il presepe biblico, la chiesa di Sant’Apollinare e le attività storiche del quartiere, senza dimenticare uno dei più celebri detti milanesi: “Va’ a Bagg a sonà l’òrghen”. Il borgo antico: un paese dentro la città La visita inizia nel nucleo storico del quartiere, dove le strade conservano ancora la struttura dell’antico paese rurale. Qui è facile immaginare la vita di un tempo: carri agricoli, mercati, cortili condivisi e una comunità molto unita attorno alla parrocchia. Ancora oggi molti abitanti dicono scherzosamente “vado a Milano” quando escono dal quartiere, quasi a sottolineare che Baggio mantiene una propria identità distinta e orgogliosa. Le formelle e i segni della memoria Passeggiando nel borgo si incontrano formelle decorative e dettagli artistici che raccontano episodi religiosi, tradizioni popolari e momenti della storia locale. Sono piccoli particolari che spesso sfuggono a uno sguardo veloce, ma che aiutano a leggere Baggio come un museo a cielo aperto: un quartiere dove arte popolare e memoria collettiva continuano a dialogare con la vita quotidiana. La chiesa di Sant’Apollinare e il famoso organo di Baggio Il cuore spirituale del quartiere è la storica Chiesa Vecchia di Sant'Apollinare, simbolo della comunità baggese da secoli. Ed è proprio qui che nasce uno dei più celebri modi di dire milanesi: “Va’ a Bagg a sonà l’òrghen”, cioè “Vai a Baggio a suonare l’organo”. L’espressione veniva usata per liquidare uno scocciatore o mandare qualcuno “a quel paese” in maniera ironica. La leggenda più famosa racconta che, durante la ricostruzione della chiesa, i soldi finirono prima di poter acquistare l’organo vero. Per non deludere i fedeli, sarebbe stato dipinto un organo sul muro: bello da vedere… ma impossibile da suonare. Da qui il detto popolare. Esistono anche altre versioni della storia: una parla di studenti del Conservatorio mandati fin qui come punizione a suonare l’organo, allora molto lontano dal centro di Milano; un’altra sostiene invece che l’organo esistesse davvero ma fosse diventato oggetto di scherzi e prese in giro tra i paesi vicini. Questo episodio è ancora oggi parte dell’identità del quartiere e viene ricordato durante eventi e manifestazioni locali. Il presepe biblico: tradizione e comunità Una delle tappe più suggestive dell’itinerario è il presepe biblico, molto amato dagli abitanti del quartiere. Non è soltanto una rappresentazione natalizia, ma una vera tradizione collettiva che coinvolge volontari, famiglie e generazioni diverse. È un momento ideale per raccontare come, anche in una grande città moderna, esistano ancora luoghi dove il quartiere continua a vivere come un piccolo paese. Le attività storiche e la vita quotidiana L’ultima parte della passeggiata è dedicata alla vita del quartiere: negozi storici, bar, forni e cortili che rappresentano ancora oggi punti di incontro per gli abitanti Al termine aperitivo o pranzo conviviale.

#Arte & Cultura#Tour guidato#Ricercato
Vai al sito ufficiale

Fonte: Comehome · MilanoRadar non vende biglietti.